giovedì 11 dicembre 2014

Azienda Speciale Villa Manin Man Ray, il cinema astratto e incontro con Giuliano Borghesan



http://www.villamanin.it/mostra_man-ray.php
 
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Marseille vieux port (1929) regia Lazlo Moholy Nagy, d. 9’
H2O (1929) regia Ralph Steiner, d. 10’
Surf and seaweed (1930) regia Ralph Steiner, d. 10’

Lichtspiel: schwarz weiss grau (1930) regia Lazlo Moholy Nagy, d. 6’
Mechanical principles (1930) regia Ralph Steiner, d. 7’
A bronx morning (1931) regia Jay Leyda, d. 15’

Ancora la fotografia. L’elemento cardine nella vita più che nell’arte di Man Ray. Nel confronto con altri artisti e fotografi che hanno provato anche loro a sperimentare in quegli anni con il cinema astratto o documentaristico.
 
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Ruth, roses and revolvers (1947) regia Hans Richter, soggetto di Man Ray, d. 12’, episodio dal film di Hans Richter Dreams that money can buy (Sogni che il denaro può comprare).
Dadascope (1961) regia Hans Richter, d. 42’

Le “avanguardie” storiche rielaborate negli anni quaranta con suono e colore e con la partecipazione di tutti i grandi protagonisti: Hans Richter (Narcissus), Man Ray (Ruth, Roses and Revolvers), Marcel Duchamp (Discs), Fernand Léger (The girl with the prefabricated heart), Alexander Calder (Ballet, Circus), Max Ernst (Desire). “Preparai una sceneggiatura dal titolo Ruth, Roses and Revolvers e gliela mandai, pregandolo di girarla al mio posto perché non me la sentivo di impegnarmi nel cinema” (Man Ray).
 
http://www.villamanin.it/mostra_man-ray.php
 
Giuliano Borghesan
 
Presepi in Villa
 
Facebook
Twitter
Youtube
Instagram
Website
 

Nessun commento:

Posta un commento