Venerdì 14 novembre 2014 ore 21:00
salone centrale
Soireé Dada du Coeur Barbe
Nel salone centrale di Villa Manin si ricrea l’atmosfera di irriverente dissacrazione della celebre “Soirée dada du Coeur à barbe” (letteralmente: “serata dada del cuore barbuto”), organizzata dall’artista Tristan Tzara nella serata del 6 luglio 1923 al Théâtre Michel di Parigi. Finirà a cazzotti tra dadaisti e surrealisti. Suonano e improvvisano Massimo De Mattia, flauti, Luigi Vitale, vibrafono, Nicola Guazzaloca, pianoforte. Voce recitante l’attore Roberto Pagura. Sulle pareti, le immagini dei trasgressivi film di Man Ray.
Massimo De Mattia flauti, Luigi Vitale vibrafono, Roberto Pagura voce recitante, Nicola Guazzaloca pianoforte.
Biglietti disponibili alla cassa di Villa Manin oppure tramite prenotazione al telefono e fino a mezz'ora prima dell'inizio il posto vi verrà riservato. Costo 10,00 euro | Evento a numero chiuso (99 posti)
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Sabato 15 novembre alle 12.00 a Villa Manin di Passariano (Esedra di Levante), sarà inaugurata la mostra “Giuliano Borghesan. Tra Friuli e Marocco”, uno dei fondatori del “Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia” (Spilimbergo, 1955) con il fratello Gianni, Carlo Bevilacqua, Aldo Beltrame, Toni Del Tin, Fulvio Roiter e Italo Zannier: cento immagini, stampate in pannelli di grandi dimensioni, che consentiranno ai visitatori di spaziare in oltre sessant'anni di fotografia tra il nostro territorio e i paesaggi legati all'Africa. La mostra, organizzata dall'IRPAC (Istituto Regionale di Promozione e Animazione Culturale) e a cura di Alvise Rampini e Gianfranco Ellero, in collaborazione con la Regione, l'Azienda speciale Villa Manin e grazie al sostegno della Fondazione Crup, vuole essere un omaggio alla carriera per gli ottant'anni del fotografo, nato a Spilimbergo nel 1934, ancora oggi attivo in Friuli e in Europa, da Londra a San Pietroburgo aParigi, dove viene ancora chiamato per i suoi reportage.
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Rien que les heures (1926) regia Alberto Cavalcanti, d. 43’ L’étoile de mer (1928) regia Man Ray, d. 17’ Montparnasse (1929) regia Eugène Deslaw, d. 15’ Nello studio di Brancusi (1933) riprese di Man Ray, d.2’
Continua l’affascinante racconto per immagini delle avanguardie del ‘900, introdotto sempre da Carlo Montanaro, storico del cinema. Man Ray, da poco arrivato a Parigi da New York, è subito coinvolto dagli artisti di Montparnasse nel clima euforico e creativo degli Anni Venti. In “L’étoile de mer” (“La stella marina”), un film che si può definire surrealista, il simbolo della stella, tra cielo e mare, diventa metafora della assoluta bellezza di Kiki di Montparnasse, musa e compagna di Man Ray, che compare nuda tra effetti visivi necessari a superare la censura.
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Les mystères du chateau du dé (1929) regia Man Ray, d. 25’ Le sang d'un poète (1932) regia Jean Cocteau, d. 53’
Doppio appuntamento d’autore a Villa Manin per la rassegna cinematografica “Intorno a Man Ray: directeur du mauvais movies” (“regista di brutti film”, come autoironicamente si definiva), curata dallo storico del cinema Carlo Montanaro. L’artista statunitense firma “Les mistères du chateau du dé” (“I misteri del castello del dado”), esempio di lungimirante mecenatismo di un ricco nobile francese che chiede a Man Ray di “interpretare” gli ampi spazi di una sua nuova e modernissima villa nel Sud della Francia. La stessa richiesta viene rivolta anche a Jean Cocteau, che realizza “Le sang d’un poète” (“Il sangue di un poeta”): qui compare anche Lee Miller, bellissima modella, amante di Man Ray, che diverrà celebre negli anni Quaranta anche per le sue fotografie dal fronte della Seconda guerra mondiale.
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