venerdì 25 aprile 2014

Foglio La Copertina 2014/2

Gentilissimi
nell'inviare il Foglio in oggetto 2014/2 si porgono cordiali saluti

per il Movimento Culturale La Copertina

Ferruccio Gemmellaro

Roma CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE
BIBLIOTECA CENTRALE "G. MARCONI"
CENTRO NAZIONALE ISSN
ISSN 2281-0625
La Copertina [online]
Foglio informativo-espressionistico
della tradizione letteraria
Il Conciliatore è stato lo storico Foglio difuso a Milano dal 3 setembre 1818 al 2 otobre1819 il cui redatore capo era Silvio Pelico Pelico. Chiamato Foglio Azuro esprimeva ideali iluminis iluministici tici sostenendo con forza la necesità che leteratura avese scopi morali ed educativi in mapa europea europea.
Foglio presente in sito http://www.literary.it/autori/dati/gemmellaro ferruccio/la_copertina.html
Periodico del Movimento Culturale La Copertina-Gli omologisti distribuito in circuito interassociativo culturale.
REDAZIONE Ferruccio Gemmellaro - Leonardo Vecchiotti
Cofondatore Taddeo Bruno
Se non si desidera riceverlo informarne il mittente stesso mezzo
ANNO XX XXVI - 2014 numero 2
Emissione storica Marzo 1988
Emissione con ISSN dal n. 5 del 2012
Movimento Culturale LA COPERTINA gli omologisti
Logo grafico paint di Luigi Miranda - Atto Costitutivo Statuto e Logo Reg. n. 916 del 17 \ 3 \ 1988 Studio Notarile Fumo Treviso
Sodalizio non a scopo di lucro iscritto all’ALBO ASSOCIAZIONI Meolo Ve n.1 Delibera 118 del 7 \ 11 \ 02 aggiornamento Delibera 1 del 14\01\10 fondato
da Remigio Bottazzi, Sergio Del Moro, Ferruccio Gemmellaro Danilo Sartorelli - Sodali storici Bruna Sara Bruni, Giorgio Cipulat, Matteo Cosenza, Bruno
Fabriani, Iliana Falcone, Raffaela Longo, Maria Antonia Maso Borso, - Lettore critico prof Leonardo Vecchiotti
Coordinamenti Aree Interdisciplinari F. Gemmellaro e L. Vecchiotti - Nuova Figurazione Matteo Cosenza - Tavolozza Trevigiana Sergio Del Moro
Presidenza onoraria alla memoria Remigio Forcolin
Presidente E responsabile Pubbliche Relazioni
residente Ferruccio Gemmellaro via S. Filippo 54 - 30020 Meolo Ve
TLF - FAX 0421618855 / Mobile 347 3055533 - E Mail ferrucciogemmellaro@gmail.com
Segreteria Raffaela Longo - via M. Buonarroti 10/6 - 31032 Casale sul Sile Tv – tlf 0422 820465
Referent artistico artistico--culturali \\ Sodalizi e Case Editrici
Area interdisciplinare sipontina Manfredonia Fg - Luigi Starace Luistar \ Associazione Veneti nel Lazio
Lt - Alberto Panzarini \ Comitato Canne della Battaglia Barletta - Nino Vinella \ DalSilealPiave
Orizzonti.it S. Donà di Piave - L. Vecchiotti \Il Convivio Ct - A. manitta\Il Tizzone Ri - A. Arcifa\Lunigiana
dantesca Ameglia Sp - M. Manuguerra \ Personaledit e Sentieri tra lo scibile Ge - O. G. Ugolotti \
SogniHorror.webnode.it – E. Mattana \ LIBRARIA PADOVANA EDITRICE Literary.it – G. Tonon\
PIAZZA Ed Tv di S. Piazza \
Sedi patrocinate dalle amm.ni comunali
CENTRO TAMAI SILEA Tv >>> sede storica <<< INFORMAGIOVANI Silea Tv >>sede organizzativa corrente <<
Salone degli affreschi Ca’ Cappello Meolo Ve >> sede espressionistica-espositiva <<
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nazionali e biblioteche. Pagine in Sito FG - Windows 07 - Microsoft Works - Word2007 – stampa HP
Silloge Solfeggio Silloge Tesse Penelope parole
di Maria Antonia Maso Borso di Giuliana Sanvitale
edizione “Biblioteca dei Leoni” 2013 edizione “Duende poesia” 2014
(in Terza Pagina)
2
RASSEGNA STAMPA
La rassegna è in prevalenza attinente alle pubblicazioni cartacee o miste (on-line) salvo importanti eccezioni.
gli articoli non siglati s’intendano a firma FG
Ricordiamo a tutti i sodali di inviarci i dati di qualsiasi loro apparizione o citazione sulla stampa di argomento
artistico-culturale per inserirli in questa rubrica
Statoquotidiano - Capitanata
11 feb CULTURA Manfredonia dalla penna dei grandi - 24 feb SPETTACOLI Sanremo, un insuccesso? - 18 mar CULTURA La pittura
con gli occhiali - 27 mar CULTURA El leon che magna el teron
Il Tizzone – Ri
n. 2 nuova edizione Luoghi comuni e bisemantici; incidenti linguistici
Horror drEaMagazine – Edizioni Il Foglio - Piombino Li
mar-apr 14 NARRATIVA Micillina
Sentieri tra lo scibile - Ge
mar-apr SAGGISTICA Ministra e Sentinello
Evento Abruzzi
25 mar CULTURA Oltre le nuvole: le tre vite di Giuliana Sanvitale (Marirosa Barbieri)
Orizzonti – S. Donà di Piave
n. 11
Il nocciolo della parola (FG)
Pagine di pietra (FG)
Introduzione Rubrica “In nome della memoria” (FG)
Colori in risonanza (Leonardo Vecchiotti)
ArtVipGallery \ pubblicazione internazionale \
2 apr ARTISTS Bruno Fabriani
Artistic name madoner Your activity Painting
Biography Bruno Fabriani Born in Serrone on 1 April 1956.
She lives and works in Villafranca di Verona. Start drawing from an
early age and this led him to attend the first year of art school in
Rome, which will leave then, to enlist as a volunteer in the 'Air
Force, dream of flight cultivated since childhood.
Leave The Italian Air Force in 1981, passing in the Company
Autonomous Flight Assistance (current ENAV), as an expert in air
navigation services. This work, done by turns, allows him free time
to cultivate his old passion is drawing. He has exhibited in Italy and
abroad in various group exhibitions and competitions, among which
are reminiscent of the exhibitions in the Giardini Tamai Silea (TV) in
1989-90-91 and Palazzo Onigo of Treviso in '91the Italensk Kulturell
Forening in '95 in Sweden, China Collective Award '95, Meolo (VE) in
'96 and Torreglia (PD) in '95. He has won several awards and honors,
his works are in public, private and churches. Discovered by Cultural
Movement "The Cover" of Treviso, which owns the critic and
journalist Ferruccio Gemmellaro
LACOPERTININFORMA
Ricordiamo a tutti i sodali di inviarci informazioni di qualsiasi evento artistico-culturale che riguarda la loro figura
per inserirle in questa rubrica e, eventualmente, in testo nelle pagine.
Esposizione Palazzo Sarcinelli Conegliano 1 mar - 8 giu “un CinquecentoinQuieto da Cima da Conegliano al rogo di Riccardo Perucolo”
Esposizione Museo San Domenico Forlì 1 feb – 15 giu “Liberty uno stile per l’Italia Moderna
FG premiato dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi “Premio Internazionale di Letteratura per la Pace Universale” con i versi
Baraccopoli 2000, la Speranza\ testo in Paginone \
Amichevole partecipazione di FG nella rappresentazione dal vivo della Passione di Gesù svoltasi il 12 aprile tra gli scavi e gli ipogei di
Siponto impersonandovi l’apostolo Bartolomeo
http://sognihorror.webnode.it/ è il link dove trovare i magazine bimestrali con i racconti di FG
http://www.dalsilealpiave.it/orizzonti/ è il link dove leggere il nuovo periodico magazine “Orizzonti”con FG e L. Vecchiotti
Giuliana Sanvitale. Nutrito calendario di presentazione della scrittrice e delle sue opere in Terza Pagina
Leonardo Vecchiotti ha presentato l’esposizione Artisti per la solidarietà. Salone Villaggio Solidale Treviso 5 aprile \in Paginone\
Menzione d’Onore a Barbara Braghin, autrice del libro “I primi 99 modi in cui sono stata corteggiata” nel Premio “Pegasus Literary
Awards” Città di Cattolica.
Sandro Galantini Due volumi, "Giulianova e la civiltà balneare : turismo, ambiente e modificazioni urbane dall'Ottocento preunitario
al 1940" e "All'ombra dell'albero d'oro. Notaresco e la gelsibachicoltura nell'800" autore il nostro amico critico e saggista Sandro
Galantini sono stati acquisiti dalla storica Library of Congress degli Stati Uniti.
3
TERZA PAGINA
ESPRESSIONISMO LETTERARIO
Note esegetico-omologistiche di Ferruccio Gemmellaro
Maria Antonia Maso Borso
Maria Antonia Maso Borso è nata a Milano nel 1936 da
genitori veneti e dal 1961 vive a Treviso. Ha studiato al liceo
classico “G. Parini” di Milano e all’Università di Pisa (Facoltà di
Economia e Commercio). Sodale storica del Movimento
Culturale La Copertina, per la sua poesia ha raccolto premi e
segnalazioni in vari concorsi ed ha pubblicato le seguenti
raccolte: Come gioco dell’anima \ Colloquio \ Presente
continuo \ Geografia di un lutto \ Gate gate gate e Solfeggio
l’ultima in ordine cronologico. La silloge Presente continuo
partecipa al cofanetto “Poesie in scatola” edito da Piazza
Editore 1995 per conto de “La Copertina”
Ne esaminiamo le ultime tre per meglio accedere nello
spessore intellettuale e poetico di questa valente autrice.
2005. Geografia di un lutto è un’opera elegiaca. All’elegia,
infatti, compete la tristezza per la morte o il dolore; tale
sconforto, in ogni caso, deve includere profondi sentimenti
d’amore e l’autrice l’ha espresso alla perfezione.
L’elegia classica contempla sia composta in distici, ovvero
strofe di due versi - esametro e pentametro – Carducci, però,
l’avrebbe assimilata alla metrica barbara e, in seguito, sarebbe
stata arricchita di ulteriori caselle sillabiche, sino al
decasillabo, con o senza emistichi.
M. A. Maso, poeta contemporaneo, non poteva che omologarla
nelle composizioni d’innovata melodia, rendendola fluida di
moderna ritmia, affidandola insomma alla sua sana poetica.
2012. Gate gate gate, versi in dialetto veneto tra il passato
della memoria e il presente della cronaca che tengono vivo il
ricordo di ciò che eravamo e ciò che siamo. Questa suggestiva
opera di M. A. Maso è il veicolo per fissare, ove ancora ce ne
fosse bisogno, la moderna diversificazione tra Dialetto, Gergo e
Vernacolo.
Dialetto è il parlare proprio di un determinato territorio,
contrapposto alla lingua nazionale. Oggi, in un’ottica sociopolitica,
si tende a definire il dialetto quale Lingua regionale,
con proprie varianti e corruzioni locali. Sinonimo di Dialetto
potrebbe essere utilizzato l’omologismo Gergo, estratto
figurativamente da Gergone dal francese Jergon linguaggio
degli uccelli, cinguettio. Per essere più corretti. Gergo è il
parlare particolare, insomma un dialetto speciale, adottato da
una categoria, fazione, un mestiere e, addirittura, per alcuni
ambienti può essere considerato una sorta di codice esoterico.
Vernacolo, infine, è il parlare inteso come uso popolare. Per
accezione, è la parlata toscana. Può essere usato come
sinonimo di Dialetto quando si riferisce alla letteratura
(dialettale) moderna, per esempio alla poesia. È un termine
che però ha assunto un sottinteso intellettuale, poiché
esprimerebbe la conservazione delle antiche voci,
diversamente dal dialetto che le starebbe disperdendo per
inquinamento linguistico, mantenendone solo la sonorità. Il
dialetto e il vernacolo sono dignitosamente adottati dalla
letteratura inclusa la poesia, dal teatro, cinema, e infine dal
canto, lasciandovi citazioni immemorabili. Ricordiamo
Pasolini che vi ha omologato il romanesco nel cinema e il
furlan nella poesia (… l’invier eternu al fai slusiu il curtíf ) e, il
napulitano Edoardo De Filippo nel teatro “Addà passà ‘a
nuttata”. Vivo il ricordo di Andrea Zanzotto con i suoi versi
veneti Ti tu magnéa la tó ciòpa de pan. FG
Solfeggio silloge di Maria Antonia Maso Borso
Ultimo lavoro cronologico è la silloge Solfeggio del 2013,
contenente sessanta composizioni interamente dedicate, così
come riportato, “ai miei cari e agli amici”. Un’opera che
potrebbe apparire nostalgica a uno sveltito lettore ma che
invece, ove egli riesca a esserne il fruitore, ne rimarrà
affascinato poiché racchiude le riflessioni e le emozioni di una
quotidianità permanente. Una quotidianità in cui siamo tutti
immersi sin dall’età delle conoscenze, con i nostri cinque sensi.
Una proprietà naturale che l’autrice nobilita omologandola
perfettamente nei versi, non disdegnando accennati tocchi di
umorismo che in verità si traduce in autoironia, peculiarità
questa che appartiene unicamente agli intellettuali puri e ricchi
di cultura. Solfeggio, quindi, il lemma tropologico per indicare
lo sconfinato scandire delle nostre giornate, nel bene e nel
male, cosi come un’armonia suprema e imperscrutabile ha
voluto che siano. FG
4
Note esegetico-omologistiche di Leonardo Vecchiotti
Giuliana Sanvitale Sandro Galantini e Eide Spedicato
Giuliana Sanvitale di Giulianova, laureata in Lettere
presso l’Università di Urbino con una tesi su Salvatore Di
Giacomo e la poesia napoletana, sotto il rettorato del Magnifico
Rettore Carlo Bo, ha insegnato per un quarantennio presso vari
ordini di scuole. Si è cimentata nella stesura di recensioni,
prefazioni a raccolte poetiche, relazioni, ha tenuto brevi
conferenze e curato Laboratori di Poesia nelle scuole e corsi di
aggiornamento sull’Ermeneutica. Un suo adattamento
dell’Epistolario di Leopardi è agli atti presso il Centro
Nazionale di Studi Leopardiano di Recanati. Ha vinto, a livello
nazionale ed internazionale, oltre 18 primi premi, sia per la
poesia che per la narrativa, numerosi secondi e terzi premi,
medaglie d’oro, d’argento, medaglia del Presidente della
Repubblica, premi speciali della giuria, menzioni d’onore. Sue
opere sono inserite in numerose Antologie e Riviste letterarie
fra le più prestigiose d’Italia.
Ha pubblicato le sillogi poetiche “E le donne…” premio
D’Annunzio 2002 (ristampa nel 2008) 4° premio
internazionale nel 2011 a Teramo - “Acquaria” 2° premio
Poesia & Rete di Trapani, 2°premio internazionale Recchiuti
di Teramo, 2006 - Gennaio 2008 ha pubblicato il libro di
poesie “ Treno in corsa – Treno in sosta” per la casa editrice
Andromeda, 1°premio internazionale “ G. Recchiuti” Teramo
2009, 4° premio internazionale Basilea - “Frammenti e
Aforismi” Edizioni TA.TI 2004 - 1° premio “Il suono del
silenzio”Como (ristampa nel 2013) - Gennaio 2014 “Tesse
Penelope parole” sempre con l’editrice Duende.
Nel 2004 ha editato il romanzo autobiografico “ I cibi della
memoria” , finalista a Massa Carrara e a Basilea - Dicembre
2009 ha editato presso la casa editrice Ricerche & Redazioni il
romanzo “Angeli”, il cui nucleo iniziale nel 2005 aveva vinto il
3°premio internazionale di Basilea - Nel 2010, l’intero
romanzo ha vinto ex equo il 1° premio internazionale di Basilea
- Maggio 2011 “Schegge di vita”, raccolta di racconti brevi
presso l’editrice Duende - Marzo 2012 “Rosa”, romanzo presso
Editrice Duende. Dopo appena 4 mesi è stata fatta una
ristampa. Nel 2013 il romanzo è risultato vincitore del 2° posto
al Premio internazionale di Basilea -. Aprile 2013 “Oltre le
nuvole”, romanzo con Editrice Duende.
Riconoscimenti. 2007 “Premio Donna città di Teramo” per
la Letteratura e la Poesia ed è stata definita “una delle più
interessanti espressioni della cultura contemporanea
abruzzese” - 2008 Primo premio concorso letterario ”Racconti
delle donne abruzzesi” alla Regione col racconto “L’Assenza”-
“Socio Onorario dall’Associazione degli Scrittori Italiani.”
Redazione
Ecco il nutrito, recente calendario di presentazione della scrittrice Giuliana Sanvitale e delle sue opere
8 marzo Teramo presentazione “Oltre le nuvole” e lettura di poesie sulle donne
15 marzo Giulianova Sala Buozzi Sandro Galantini presenta “Tesse Penelope parole”
22 marzo Ortona sala Rotary complesso museale ex libris Sandro Galantini e Eide Spedicato presentano “Oltre le nuvole” \ vedi foto
5 aprile Montorio (TE) presentazione dell'autrice
Tesse Penelope parole silloge di Giuliana Sanvitale
“Con un sospiro quindi la cassa / tira del muto pettine a sé. /
Muta la spola passa e ripassa.//, canta così, nella struggente
lirica “ La Tessitrice”, il grande Poeta Giovanni Pascoli;
“Tesse Penelope parole”, titola la sua silloge Giuliana
Sanvitale : ed il gioco della divina risonanza poetica continua
la sua sempiterna rigenerazione.
È risaputo che la Poesia non è solo un raffinato piacere, o, se
si preferisce, un utile viatico conoscitivo; la Poesia è, come
sosteneva Luigi Santucci “ un vaccino: un efficace antidoto
contro le malizie e i guasti dell’esistenza; una sorta, di
talismano contro disperazioni e capitolazioni; religiosamente
un “ non prevalebunt” [non prevarranno].
I presupposti dell’opera poetica di G. S., frutti maturi di mai
esauste riflessioni e felici sperimentazioni nel metodo e nel
merito, fanno emergere un ”labor limae” [lavoro di limatura],
che prendendo le mosse da valutazioni, anche di ordine
psicologico, individuano la convinzione che la Poesia, in
ordine alla fenomenologia del testo è un’opera aperta e che
ciascun uomo, in ragione del fatto di essere comunque
perfettibile/educabile, potrà comprendere ed apprezzare i
valori poetici sia pur nella misura delle sue reali possibilità;
più semplicemente si potrebbe dire che il raccontare, il
descrivere, l’informare, l’interpretare e l’argomentare poetico
della Nostra Artista, non hanno mai avuto, non hanno e di
certo non avranno mai un significato unico ed ultimo: essi
sproneranno con intelligenza l’impegno, guideranno la
sensibilità emotiva finanche ad orizzonti imprevedibili,
incentiveranno la perspicacia prospettando diversificazioni
significative, agevoleranno larghi spazi di lettura anche con
l’ausilio di elementi formali quali: le scelte operate sugli assi
paradigmatico/sintagmatico, ma soprattutto contribuiranno a
far emergere una visione più illuminante del già conosciuto.
Possiamo concludere che il mondo lirico di G.S. pur partendo
da una scelta tendenzialmente legata all’Astrazione Riflessivo-
Naturalistica, o, se si preferisce alla ripresa “intus-ligente” di
una mimesi del già espresso, attraverso la sua profondissima
ed originale rielaborazione tecnico-artistica riesce a dare nuova
linfa vitale all’idea stessa di fare Poesia, ma anche a ridefinire
il ruolo di Poeta in una società sempre più caratterizzata da
faciloneria sprovveduta e sciatta. LV
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IL PAGINONE
ESPRESSIONISMO LETTERARIO
Concerto
Contrappunto di dame loquaci
e incauti menestrelli
al fiume di note che dissangua
e lungo la vertigine di toni
e timbri e suoni
sorretta da correnti arcane
danza felice la nostra vera essenza.
Una linfa d'amore ha qui il suo nido
sotto l'ala del nero pianoforte
e trabocca dai tasti trepidanti.
Salvi e risorti ci fa tanta bellezza
dai furori del tempo.
Maria Antonia Maso Borso – Veneto
Solitudine di un poeta
Il poeta con se stesso va,
incompresi, colmo di
sentimentiu profondi.
Dura nel tempo il suo vivere
donando infinito amore.
Non è mai stanco pur
nella sua solitudine.
Il poeta
emoziona sempre
Anna D’andria - Abruzzo
Baraccopoli 2000, la speranza
Occhi sbarrati
livide labbra
mani gelate
cercano il ventre.
“Watu non ci sarà”
lamenta la donna
“Spero ce la farà”
sgomento dell’uomo.
Ciniche edotte nell’agorà
disfamata a succo polivalente
mugolano odi di civiltà
ammantata dalle termocoperte.
“Che rincasi nel deserto
a lasciarci i posti di lavoro
si rammenti quel ladrone
a pagarci i soldi dell’affitto”.
La fede rifulse d’Onnisciente
e spense la bianca indifferenza
nutrita di media e plagi olenti
d’accidia.
Per anni celata d’accozzaglie
di sprechi e di false elargizioni
risorse e riapparve sul Giaciglio
la mirra.
Ferruccio Gemmellaro - Veneto
Per sempre
Quando l’alba dorata
risveglia l’orizzonte
in un immenso bagno di luce
impietrita
senza parole rimango
dedico a te il primo pensiero
e come un’eco
nella brezza mi ritorna
per cogliere in quelle sfumature
la tenerezza infinita
che l’accompagna
Oltre l’orizzonte
oltre la luce
mentre nel mio pensiero rapita
ti seguirò per sempre,
oltre il tramonto,
dove non ci sarà più l’alba
a rischiarare l’orizzonte.
Wilma Cecchettini – Marche
ESPRESSIONISMO PITTORICO
Mostra collettiva di pittura e scultura ‘na toeta per SOLIDARIETÀ 2014
Intervento di Leonardo Vecchiotti (a dx Raffaela Longo segretaria La Copertina)
Martin Luther King (1929- 1968) diceva: “Ogni uomo deve decidere se camminerà nella luce dell'altruismo creativo o nel buio
dell'egoismo distruttivo. Questa è la decisione. La più insistente ed urgente domanda della vita è: "Che cosa fate voi per gli altri?...
Ignorare il male equivale ad esserne complici.”
L’ immediatezza interpretativa delle idee del grande apostolo americano dei diritti civili, o, come più enfaticamente è conosciuto “ il
redentore dalla faccia nera” è già di per se stessa garanzia della bontà delle sue convinzioni; tuttavia se si desiderasse di procedere
oltre l’orizzonte individuato dal vulcanico paladino della “resistenza non violenta” americano, non occorrerebbero defatiganti ricerche,
né ossessive registrazioni fatte all’interno di illuminanti biblioteche, basterebbe infatti volgere lo sguardo all’interno di questa
meravigliosa sala e, parafrasando un indovinatissimo slogan pubblicitario di ultima generazione, potremmo avere la certezza di “ aver
dato una nuova solidarietà alla solidarietà “. Già la solidarietà: ecco un tema che ha radici profonde! Come non ricordare che sul
“solidus” si costruisce di tutto; dunque, a maggior ragione, il futuro; come non sottolineare poi che persino gli ossimòri: “morbida
consistenza”, “la forza della debolezza”, ”l’immensità del micro”…; ma anche le antinomie: “La verità nasce come paradosso e muore
come ovvietà”( Arthur Schopenhauer 1788-1860 filosofo tedesco ), "Le assurdità di ieri sono le attualità di oggi e saranno le banalità di
domani "( Ennio Flaiano 1910-1972 scrittore, giornalista, umorista, drammaturgo ), “Il contrario di una verità profonda può essere
un'altra verità profonda” (Niels Bohr 1885-1962 matematico, filosofo della scienza, accademico danese), rivelano, ad un’attenta analisi,
il germe benefico indissolubilmente legato alla solidarietà. È partendo da queste considerazioni derivate a volo d’uccello dalle forti
emozioni provate nell’osservare la magnifica proposta di luci, colori e ritmi presenti in sala che si svilupperanno le mie
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argomentazioni critiche. È risaputo che quando un artista, sia esso un pittore, uno scultore, un grafico,o un fotografo spinto da un'idea
a lungo accarezzata, inizia a dare corpo ad una composizione per renderla effettiva, è costretto a cimentarsi con diversi strumenti
visivi; tra questi ho scelto di illustrarvi, considerandoli i più incisivi, il ritmo, il colore e luce. IL RITMO Ogni composizione, invero,
evidenzia la preziosa presenza di un movimento o, per essere più precisi, di un ritmo. Il ritmo, è risaputo, svolge un ruolo decisivo
nell’evocare stati emozionali particolari. Lo stesso ritmo è un fattore molto personale in ogni creazione artistica. Il paragone più
semplice è con il magico mondo delle note, dove, all’ascolto di armonie, il nostro umore cambia con il loro modificarsi; nella pittura, è
bene sottolinearlo, siamo colpiti dalle simmetrie visive. All'interno di ogni proposta artistica, si alternano vari ritmi e di solito ce n'è
uno sovrano su cui si incentra la proposta prevalente del dipinto, della scultura, della grafica, della fotografia: le curve provocano
un’impressione di movimento molle e graduale;mle diagonali mettono in luce un movimento veloce e irradiano tensione; il movimento
orizzontale o verticale, in genere, induce la sensazione di immobilità. IL COLORE Il colore è l’altro fattore, nella composizione, che
suggestiona fortemente il nostro stato d’animo. I colori, infatti, possono essere delicati o vividi, equilibrati o contrastanti; possono
suggerire effetti di uniformità o sensazioni di volume e di spazio; possono essere stesi a campitura piatta o modulati dallo scuro al chiaro
tenuamente, e, proprio come con il ritmo, anche con il colore si può costruire tensione o creare armonia; suggerire forme indistinte o
delineare contorni netti; dare conto di dettagli naturalistici, analizzati nella loro struttura vivente ed esaltati nella vitalità della loro
fragile esistenza o immaginati come elementi fantastici di un mondo di sogno; studiati nei loro effetti decorativi o semplificati in pure
macchie di colori contrastanti. LA LUCE La natura, nei suoi molteplici e mutevoli aspetti è fonte inesauribile di ispirazione per gli
artisti. Il lento o l’improvviso mutare delle luci, delle forme e dei colori, dovuto al trascorrere delle stagioni e all’alternarsi dei fenomeni
atmosferici, dona a chiunque ne faccia richiesta un’infinita varietà di suggerimenti; ovviamente elementi importantissimi di ogni
composizione sono le luminosità e le ombre. Infatti forti contrasti di luce ed ombra creano effetti drammatici e spesso misteriosi, così
come una luce morbida e calda suggerisce tranquillità o allegria. Basterebbe a questo proposito attardarsi un attimo e riflettere sulla
sconvolgente esperienza messa in atto dall’IMPRESSIONISMO da subito divenuto metro di misura per ogni avanguardia artistica del
Novecento. In definitiva si può tranquillamente sostenere che ritmo, colore e luce sono potenti strumenti espressivi. La maggior parte
degli artisti li utilizzano, insieme a molti altri strumenti, per esprimere le idee, palesare i sentimenti e soprattutto scatenare incredibili
fantasticherie. LV Treviso 05/04/2014
Omologismo nel cinema
LA GRANDE BELLEZZA film di Paolo Sorrentino
Recensione di Raffaela Longo
Film da recepire con attenzione, tutto di un fiato.
È uno scorrere lucido e severo sui personaggi della “bella Roma” sazia e opulenta, di una borghesia che si “sballa” ed è sempre più triste
alla ricerca di qualcosa di sensazionale senza più trovare null’altro per cui vale la pena di vivere; assuefatta e ricoperta da maschere
d’ogni genere che risaltano l’appiattimento delle emozioni quanto esagerata nel suo vivere l’emozione giusto allo scopo di crederci. Un
mondo raccontato attraverso gli occhi di Jep, il protagonista, che osserva e si osserva, ora con interesse e meraviglia, ora con sarcasmo e
ironia, il quale vuole essere il più mondano di ogni partecipante alla mondanità e che alla fine si auto analizza come un perdente, avendo
buttato ogni occasione per realizzare “la grande bellezza”, da sempre cercata e mai realizzata. Eppure, in gioventù, ne era stato partecipe
quando l’amore sconvolgente, capace di immobilizzare la volontà, gli aveva fatto conoscere la potenzialità delle emozioni, tali da fargli
scrivere un romanzo, opera unica e grazie alla quale si conquistò onori e ricchezze. Al termine di quell’amore, la discesa del sipario su
una vita vuota che lo porta a sessantacinque anni. “Tu non sei nessuno…” E’ una bimba che lo fa riflettere. Nascosta agli occhi della
madre, negli anfratti di una cripta, come fosse la voce di un inconscio che ammonisce; lei lo disorienta con un giudizio spietato e
spiazzante tanto da ammutolirlo. Sazio di ogni bene materiale, si stupisce per la bellezza semplice e meravigliosa di certi momenti del
suo esistere che come inaspettate scintille, accendono emozioni irradianti la gioia e lo fa sorridere: la visione degli uccelli migratori
appollaiati sulla sua terrazza oppure l’arte nei palazzi e nei musei con la loro architettura, statue e dipinti, la sincera amicizia di un amico
e la presenza di una governante che lo accoglie così com’è accompagnandolo nella quotidianità. Di arte se ne parla nel film ma, nel
salotto all’aperto, sembra essere una sorta di costrizione e violenta espressione di una ribellione. Di fronte agli occhi insensibili dei
presenti si fa sfoggio di una pittura che risulta essere paradossalmente vera arte in quanto corrispondente alle emozioni provate nel
preciso istante in cui la bimba spiaccica sulla parete i vasi di colore, uno a uno pronti all’uso. Le mani risultano essere i “prolungamenti”
del suo cuore. Ma chissà quanti dei presenti si rendono conto della sofferenza di lei: solo una donna che per se stessa già sta soffrendo a
causa di una malattia che la porterà alla morte. Nel dipanarsi delle scene, incisi per un ripensamento ci sono, come la fatale scelta del
giovane depresso che sembra far piangere Jep per davvero oppure la rinuncia di lui a frequentare una donna ricca che altro non sembra
offrire se non il proprio corpo fisico perciò egli decide di non fare più ciò che non vuole e lascia la camera da letto senza rimpianto. Tutti
rimangono incollati a quella vita vuota, ad eccezione del caro amico di Jep che dopo aver sperato all’illusione di far breccia col proprio
estro d’autore, si convince che nulla può essere veramente autentico in quell’ambiente e se ne torna a casa propria in provincia. Gep
rimane e incontra suor Maria “la Santa” la quale fa pensare a Suor Teresa di Calcutta. Stride, come una nota stonata, nel contesto del
“teatro umano” che la accoglieva, ma forse giusto quello era l’intento del regista. In lei vi è un modo diverso di intendere e vivere la vita
tanto da sentirsi a disagio in quell’ambiente: sceglie la povertà, dorme a terra e mangia radici…”. perché le radici sono molto
importanti…” Già… le radici. Ognuno può dare un significato alla parola “radice”; si può intendere la parte inferiore dell’albero che
affonda nel nutrimento della terra, quanto alludere a un altro tipo di nutrimento che sostenta quella sezione dell’uomo dedicata allo
spirito. A seguito di tale pensiero, si può dedurre che vi è una radice appartenente a questo mondo e un’altra di genere diverso ramificata
in una dimensione altra. Perciò l’amico se n’era andato e gli uccelli ritornavano nei paesi di origine. Quindi anche Gep torna alla sua
“origine”, nell’isola dove visse il suo primo amore inconfessato, quello che gli era rimasto nell’anima e aveva creduto di dimenticare. E
proprio in quel promontorio capisce che la “Grande Bellezza” sta altrove, che egli non è avvezzo a trattare con l’”altrove”… ma poteva
provarci, in fondo, poteva essere soltanto un trucco come quando l’illusionista fa sparire la giraffa dalla vista. Ed ecco la morte scelta
come “altra opportunità”; in una dimensione diversa avrebbe trovato “la Grande Bellezza” che da qualche tempo aveva accolto anche il
suo primo amore. Se avesse cercato nel luogo giusto, l’avrebbe trovata anche in questa vita mortale, come Madre Maria che sorrideva
nonostante la fatica nel salire in ginocchio la Scala Santa. Nel cuore di ogni individuo è insediata la ricevente di una comunicazione che
proviene dal macrocosmo e che abbisogna d’essere decodificata per recepire il messaggio di una beatitudine propria dei Santi o meglio,
di chi è riuscito a entrare in contatto con la dimensione altra. RL
ARTICOLAZIONE
Esposizione Nuova Figurazione del maestro Matteo Cosenza - Patrocinio Comune di Silea Treviso - La Copertina
Centro Tamai Silea 31 maggio / 2 giugno - Vernice sabato ore 17.30 - Introduzione di Ferruccio Gemmellaro e Leonardo Vecchiotti
Concorso Poesia a Meolo Comune di Meolo - Biblioteca comunale -Istituto Comprensivo - La Copertina
per studenti 5° Primaria e Secondaria - in Giuria F. Gemmellaro - L.Vecchiotti - Premiazione palestra Scuola Secondaria 7 giugno ore 11

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