Partito dei
Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Nuova Pubblicazione delle Edizioni Rapporti Sociali
Sydney
Gordon, Ted Allan
Il bisturi e la spada
La storia di Norman Bethune
Pagg. 274 - 13 euro [+2 euro
spese di spedizione]
La vita del dottor Norman Bethune è una delle più ricche ed avventurose del nostro tempo. Nato a Gravenhurst (Ontario), nel 1890, appena laureato in medicina partì per la Francia e partecipò alla prima guerra mondiale, combattendo in un reparto canadese. Trascorse gli anni inquieti del primo dopoguerra In Europa, viaggiando In Francia, in Italia, in Svizzera, in Inghilterra. Medico in un quartiere popolare di Detroit, si ammalò di tubercolosi e dovette confinarsi in un sanatorio. Qui ebbe modo di apprendere molte cose nuove sulla tubercolosi e di studiarne i metodi di terapia chirurgica, sperimentando su se stesso l’applicazione del pneumotorace.
Da
allora si dedicò con ogni energia alla cura della tubercolosi, inventando fra
l’altro nuovi strumenti per la chirurgia del torace.
Nel
1935 parti per un viaggio in Russia. Erano anni agitatissimi, dopo la crisi
del’29 e si andava preparando l’aggressione del fascismo al mondo intero.
Bethune avvertì qual era il dovere di un democratico e partì per la Spagna.
Proprio in quella guerra civile egli, primo al mondo, praticò la trasfusione
del sangue nelle immediate retrovie del fronte e sulla stessa linea del fuoco.
Durante la guerra civile spagnola grande fu il suo contributo di scienza, di
esperienza, di coraggio, di entusiasmo. Si legga la descrizione della caduta di
Malaga e dello sgombero dei profughi dalla città sotto l’incalzare dei
fascisti. [leggi tutto]
Campagna per il raddoppio di Resistenza
·
“Scegli
di raddoppiare” (da
Resistenza 3/2014)
Cari lettori,
questo è il quarto
numero di Resistenza che esce in un formato di 8 pagine. Chi non aveva mai
avuto modo di leggerlo nel vecchio formato potrà solo intuire il salto in
avanti che il raddoppio delle pagine consente in termini di elaborazione dei
contenuti: analisi, orientamento, approfondimenti sulle questioni di metodo e
di nuova morale (che sono, in particolare questi ultimi due, i pilastri del
lavoro di formazione per la costruzione di un partito all’altezza di
contribuire al compito storico dei comunisti: fare dell’Italia un nuovo paese
socialista).
Il formato del giornale
è solo un passo che abbiamo compiuto e stiamo compiendo (si tratta di
consolidarlo) e per certo abbiamo da migliorare tanti aspetti che ne conseguono
(diffusione, utilizzo del giornale come base per la discussione politica a
livello locale e nazionale), fra cui la cura dei rapporti con i lettori. Non
abbiamo ancora messo a punto strumenti efficaci e stabili per incoraggiare e
favorire un rapporto diretto con la Redazione (e con il Partito) che parte
dagli articoli del giornale e dalle tesi che esponiamo e argomentiamo. I
benefici del raddoppio delle pagine, quindi, per ora, sono una consapevolezza
prima di tutto della Redazione e di uno stretto giro di lettori.
Tuttavia siamo decisi
a consolidare questo passo perché, per quanto parziali e limitati, i riscontri
pratici e politici di questa scelta sono una conferma che stiamo andando nella
giusta direzione. In una fase in cui pubblicare con metodicità e continuità un
giornale cartaceo è difficile (organizzativamente ed economicamente) e
assistiamo a “chiusure” delle versioni cartacee a beneficio delle edizioni on
line, siamo convinti nel guardare avanti con fiducia e ambizione. Perché
Resistenza non è (solo) un giornale che si legge, ma sempre di più è, e
vogliamo sia, un giornale che si studia per cercare e trovare un orientamento.
Le operazioni
necessarie al consolidamento e allo sviluppo del lavoro della Redazione sono
varie e si combinano: aspetti ideologici e tecnici (bisogna essere o diventare
capaci di non fare di ogni articolo una ripetizione di concetti giusti e
astratti, bisogna imparare a entrare nel concreto, a concepire la realtà e a
trattarla – tradurla – nei suoi aspetti dialettici…), aspetti logistici e
organizzativi (le diffusioni, la “reperibilità”), aspetti politici (stimolare
la lettura e la discussione collettiva, lo studio, l’utilizzo del giornale come
strumento di propaganda e di organizzazione, oltre che come formazione verso
l’interno) ed economici.
Ci soffermiamo qui su
questo aspetto. Date le nostre forze e la molteplicità delle attività del
P.CARC, i risultati della decisione “sperimentale” di raddoppiare le pagine di
Resistenza impongono uno slancio e una specifica attività per permettere a
questa innovazione di affermarsi. E’ anche una questione di soldi, nella misura
in cui non è automatico che al miglioramento della qualità del giornale
corrisponda un aumento della diffusione, degli abbonamenti, delle
sottoscrizioni economiche. E’ possibile, auspicabile ed è in definitiva un
obiettivo che ci poniamo. Occorre tuttavia fare delle “forzature” (prima di
tutto in noi stessi), progettare i passi concreti di questo sviluppo e
verificarli. [leggi
tutto]
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Campagna
per il raddoppio di Resistenza (da Resistenza 4/2013)
Da questo numero, dal
mese di aprile 2014, il prezzo di copertina di Resistenza sale a 1,5 euro e
anche gli abbonamenti ordinari passano da 12 a 20 euro. Queste sono alcune
misure “commerciali” finalizzate a sostenere il consolidamento del giornale da
4 a 8 pagine. Ma il centro della campagna per il raddoppio è l’aspetto
politico, la raccolta di sostegno economico spinto dalle motivazioni politiche.
Stiamo raccogliendo sottoscrizioni economiche sotto forma di “abbonamenti
sottoscrittore” da 50 euro in su. La raccolta è appena iniziata (marzo) e si
concluderà a fine giugno, ma dei risultati più che incoraggianti, importanti,
li abbiamo già. Parlando con i numeri: oltre agli abbonamenti ordinari abbiamo
raccolto un abbonamento sostenitore (sopra i 20 euro) e 5 abbonamenti
sottoscrittore (sopra i 50 euro), di cui in particolare uno di mille euro, di
RM di Milano.
Ringraziamo tutti i
compagni e le compagne che hanno risposto, stanno rispondendo e risponderanno
all’appello a sottoscrivere per il raddoppio di Resistenza, il contributo di
tutti è prezioso e determinante. Mentre avevamo più chiaro e rientrava nelle
cose aspettarsi di raggiungere l’obiettivo dei 5000 euro tramite 100
abbonamenti da 50 euro (come media), la sottoscrizione di RM di Milano ci ha in
un certo senso aperto gli occhi su quanto Resistenza sia uno strumento ben più
utile, usato, fruibile, di quanto immaginassimo noi stessi. Badate, RM è un
lavoratore, non un ricco possidente o un altro elemento della classe che campa
senza lavorare. E 1000 euro sono tanti, per noi e con ogni probabilità anche
per lui, come lo sono per tutti i lavoratori, in questa fase soprattutto. E RM
non è un compagno della “stretta cerchia” dei collaboratori, dei militanti
storici. Gli abbiamo chiesto di motivare la sua decisione e ci ha consegnato il
testo che segue, pieno di significato e del tutto privo di retorica. [leggi
tutto]
Resistenza
n. 5/2014

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