Grazie e alla prossima.
Amerigo Iannacone
Visitate il blog / Vizitu la blogon:
http://amerigoiannacone.wordpress.com/
COMUNICATO
STAMPA
*
* *
“Il Foglio volante” di giugno 2014
È già pronto e sta per essere spedito agli abbonati il numero di giugno
2014 del “Foglio volante - La Flugfolio”, mensile letterario e di cultura varia
al XXIX anno di vita. In prima pagina l’articolo a firma Paolo Saggese “Abbiamo
(forse) restituito la letteratura meridionale ai Licei”. Vi compaiono poi,
oltre alle solite rubriche, testi di Giorgio Bàrberi Squarotti, Loretta
Bonucci, Fabiano Braccini, Serena Cucco, Giuditta Di Cristinzi, Tony Di Filippo,
Ida Di Ianni, Claudio Esposito, Amerigo Iannacone, Tiberio La Rocca, Lucius, Adriana
Mondo, Teresinka Pereira, Dario Piccirilli, Giuseppe Quirino, Gerardo Vacana.
Ricordiamo che per ricevere regolarmente “Il Foglio volante” in formato
cartaceo è necessario abbonarsi. L’abbonamento – che dà diritto a ricevere tre
libri omaggio per un prezzo di copertina superiore al costo dell’abbonamento
(18 euro) – serve anche a sostenere un foglio letterario che non ha altre forme
di finanziamento. Per ricevere copia saggio, ci si può rivolgere all’indirizzo:
fogliovolante@libero.it oppure
al numero telefonico 0865.90.99.50.
Riportiamo, qui di seguito, il testo di apertura, un breve testo dalla
rubrica “Appunti e spunti - Annotazioni linguistiche” e una poesia di Giuseppe
Quirino.
Abbiamo (forse) restituito
la letteratura meridionale ai Licei
Dopo tre anni e mezzo di interventi, di convegni, di
dibattiti, di interpellanze parlamentari (ben quattro), dopo il pronunciamento
di due Consigli regionali (della Campania e della Basilicata), dopo gli interventi
di altre due Regioni (Molise e Basilicata), dopo una delibera della Provincia
di Avellino, dell’Amministrazione comunale del capoluogo irpino, dopo le iniziative
di piú di cinquanta scuole, di numerosi intellettuali e centri di ricerca,
dello stesso “Foglio volante” di Amerigo Iannacone, possiamo dire che forse ce
l’abbiamo fatta. Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha, infatti,
ammesso che l’elenco di poeti e scrittori presenti nelle “Indicazioni
nazionali” per i Licei, che contiene diciassette autori, nessuno dei quali nato
a sud di Roma, e una sola donna, debba essere modificato. Lo ha dichiarato il 4
aprile sulle pagine nazionali del “Mattino”, dove ha espresso a Marco Esposito
il suo stupore per l’assenza di Rocco Scotellaro («Rocco Scotellaro? Non c’è?
Io ho fatto una ricerca su Rocco Scotellaro», dichiarazione tratta
dall’articolo “Salvare la poesia del Sud programmi da cambiare”, p. 12), come anche
di Quasimodo, di Sciascia e Vittorini. Ed ha aggiunto: «La ricchezza della
letteratura italiana è distribuita in modo equanime sul territorio e la sua conoscenza
è cemento dell’unità del paese. […] Studierò la questione e mi impegno ad
arricchire questo elenco». Tra l’altro, a seguito della Interrogazione
parlamentare presentata il 27 gennaio scorso in Commissione Cultura
dall’onorevole Giancarlo Giordano, discussa lo scorso 3 aprile, e che traeva
spunto dal libro Faremo un giorno una
carta poetica del Sud. Restituiamo la Letteratura meridionale ai Licei,
Introduzione di Alessandro Quasimodo, a cura di Alessandro Di Napoli, Giuseppe
Iuliano, Alfonso Nannariello e Paolo Saggese, Delta 3 edizioni, Grottaminarda,
Av, e dalle numerose iniziative del Centro di Documentazione sulla Poesia del
Sud, già era stata ottenuta una risposta possibilista da parte del Sottosegretario
alla pubblica istruzione Roberto Reggi.
Dunque, questa è una vittoria soprattutto del Centro
di Documentazione sulla Poesia del Sud, che ha compiuto un lavoro corale nel
corso degli anni prima con Peppino Iuliano e con chi scrive, poi anche con
l’ausilio di numerosi intellettuali – tra cui Alfonso Nannariello, Salvatore
Salvatore, Alessandro Di Napoli, Alfonso Attilio Faia, Franca Molinaro,
Raffaele Stella e altri ancora –, con figure di rilievo nazionale tra cui Pino
Aprile, con il sostegno di uomini della cultura e delle testate meridionali.
Certo, occorre vigilare, occorre continuare a tenere
vivo il dibattito sino a quando il documento ministeriale non sarà modificato.
Solo allora, il primo atto del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud si
potrà considerare completamente compiuto.
Noi speriamo che questo avvenga presto, magari prima
dell’inizio dell’anno scolastico 2014/2015.
Allora, con Orazio potremo esclamare: Hoc erat in votis!
Paolo Saggese*
*
Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud
Annotazioni linguistiche
di Amerigo
Iannacone
Traslitterazioni anglofile
In una recente
trasmissione, per altro come sempre interessante, di Rai Storia si parlava di
Reza Pahlavi, “shah” dell’Iran. Ma non era “scià”? Vado a controllare sul
Devoto-Oli, e trovo: «scià ‹scià› s. m. ~ Titolo dei regnanti dell’Iran. Adatt.
it. del persiano shāh ‘re’». Nel vocabolario non c’è ancora, per fortuna,
“shah”.
Purtroppo, negli
ultimi anni, contagiati da un misterioso virus anglogeno non possiamo fare a
meno di passare attraverso l’inglese per traslitterare nell’alfabeto latino una
parola scritta in un sistema alfabetico diverso dal nostro (cirillico, arabo, ebraico,
armeno, greco, giapponese, ecc.).
Il poeta russo
Евтуше́нко, per esempio, diventa Evtushenko. E perché non Evtuscenko, o magari
Evtuscenco? Che c’entra l’inglese?
I francesi, meno
schiavi delle mode linguistiche, generalmente
traslitterano Evtuchenko, ma noi non riusciamo a non andare a intingere
nel calderone anglosassone, anche se l’inglese proprio non c’entra.
Mio padre
Attraversando
gli anni
mio padre vola leggero
tra le sue rughe leggendo
la somma dei giorni assassini.
Ricorda appena d’essere stato bambino
che già scolpiva la pietra.
Una vita in corsa nelle cave di marmo
eludendo la pausa pranzo
per raggiungere piú in fretta
quel riscatto da condizione servile.
Nelle lunghe sere d’inverno
parlava il suo silenzio
mentre le mani
gonfie di gelo ammiravo...
E nel freddo pensavo
che stesse sognando l’estate.
mio padre vola leggero
tra le sue rughe leggendo
la somma dei giorni assassini.
Ricorda appena d’essere stato bambino
che già scolpiva la pietra.
Una vita in corsa nelle cave di marmo
eludendo la pausa pranzo
per raggiungere piú in fretta
quel riscatto da condizione servile.
Nelle lunghe sere d’inverno
parlava il suo silenzio
mentre le mani
gonfie di gelo ammiravo...
E nel freddo pensavo
che stesse sognando l’estate.
Giuseppe Quirino
Coreno Ausonio (FR)
Nessun commento:
Posta un commento